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Argentina e Cile

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Argentina

C’è una netta contrapposizione fra le pianure orientali e la cordigliera Andina, che segna il confine con il Cile. Nella parte settentrionale i rilievi hanno aspetto massiccio e tabulare e racchiudono un vasto altopiano desertico (Puna da Atacama, 3400-4000 mt), con nevi perenni solo ad alta quota. A Sud delle sorgenti del Neuquen, le Ande Patagoniche, culminanti a 3554 mt. nel Cerro Tronador, a clima umido, sono ricoperte di nevi e di ghiacciai anche a quote relativamente basse. A est della regione Andina si incontrano regioni molto varie sia dal punto di vista climatico sia morfologico.

Da Nord a Sud si distinguono Ilo Chaco, vasto bassopiano attraversato dai fiumi dal corso lento e coperto da una prateria sparsa di arbusti; La Pampa, sterminata distesa pianeggiante con clima temperato, ricoperta da una steppa di graminacee che l'uomo ha sostituito in parte con colture di cereali. L'Argentina è il paese Americano che conserva meno tracce delle antiche popolazioni indigene, quasi totalmente sostituite dai bianchi, come i Puelche, popolo di cacciatori delle praterie, i Daghiti, agricoltori, la cui cultura si diffuse nelle regioni nord-occidentali, mentre nel nord esistono ancora alcune minoranze di Guarani e di altri gruppi etnici più arcaici, che un tempo occupavano la vasta area del Chaco. Terra di grande attrazione Europea anche per il clima e la ricchezza del suolo, l'Argentina cominciò ad essere massicciamente popolata solo in epoca recente, venuti meno i traffici di metalli preziosi, gli spagnoli cominciarono a sfruttare gli spazi liberi della "pampa", dove l’allevamento bovino ed equino trovò le condizioni ideali, nacque così il “Gaucho” considerato il vero fondatore della nazione.

La fauna è molto varia, nella Pampa vivono numerosi roditori, donnole, furetti, volpi, guanachi, armadilli e gli uccelli nandu'. Nel Chago vi sono cebi (piccoli roditori), callitricidi (piccole scimmie), vampiri, puma, giaguari, formichieri, nella Mesopotamia Argentina numerose sono le scimmie, i serpenti, i giaguari e i tapiri. Nelle Ande caratteristica è la vigogna che vive solo oltre i 3500 metri, il guanaco, alcuni carvidi e il condor, mentre sulle rive gelate della terra del fuoco, trovano dimora, uccelli antartici e leoni marini.

Cile

La sua geografia, pur varia e contrastante, dipende interamente dalle Ande, la catena domina l'intero territorio con il suo versante occidentale sormontato da rocce granitiche e vulcani, come l’Ascar 5641 mt, il Socompa 6031mt e il Liullaillaco 6723 mt. Queste alte terre degradano verso l’altura montuosa con versanti non molto aspri, in un ambiente aridissimo, corrispondente al deserto Atacama cui segue a nord del fiume Loa; l’altrettanto desertica Pampa del Tamarugal. Verso Sud la catena Andina tende a restringersi e si fa più possente elevandosi oltre 6000 mt culminando infine nell'Aconcagua 6.950 mt.

La massima elevazione del continente, affiancata dal Cerro Tupungato 6550 mt, la parte più australe del territorio si estende sulla terra del fuoco, di cui è però Cilena solo la sezione occidentale, dominata dalla cordigliera di Darwin 2476 mt. La popolazione del Cile, prima della conquista Europea, era rappresentata da Araucani, essenzialmente agricoltori, nelle terre più australi vivevano i Conoe e i Fuegini, popoli di pescatori, dei quali, dopo lo sterminio causato dai Conquistadores, non resta quasi più traccia.

Santiago del Cile

Abitanti, 5.500.000 circa, fondata nel 1541 dallo spagnolo Pedro De Valdivia, fu eretta capitale della Repubblica Cilena nel 1818. Santiago è situata a 520 metri alle falde della catena costiera preandina, in una valle a clima mediterraneo ben irrigata dal fiume Mapocho. Santiago si estende su un’area molto vasta perché le costruzioni poco sviluppate in altezza, sono distanziate per misura precauzionale contro i terremoti. Nodo ferroviario collegato tramite una linea longitudinale con tutti i principali centri Cileni e tramite la transandina con Buenos Aires.

Ande

Complesso sistema montagnoso che orla il bordo pacifico dell’America meridionale estendendosi per una lunghezza di oltre 7000 km, tra le latitudini 10° nord e 55° sud attraverso: Venezuela, Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia, Cile e Argentina. Descrive un semicerchio che da Trinad giunge fino ad Africa in Cile, da qui si prolunga lungo il meridiano di 70° west di Greenwich, fino alla Terra del Fuoco.

GEOMORFOLOGIA:
Le Ande non costituiscono un sistema montuoso unitario, ma mostrano nei loro particolari diversità strutturali e morfologiche, a nord consistono in più catene tra loro parallele e ramificate (cordigliere), che racchiudono valli profonde e isolano vasti altipiani, mentre a sud si riuniscono in un’unica catena principale. Sono costituite da rocce la cui età si fa risalire alla paleozoica (quarziti, scisti, arenarie), all’era mesozoica (calcari e conglomerati) e a quella cenozoica (depositi continentali non fossiliferi). La eccezionale ricchezza dei depositi marini, specie giurassici e cretacei, ci rivela che nell’era mesozoica la regione era tutta sommersa e occupata da una geosinclinale entro cui andavano depositandosi sedimenti che verso la fine di tale era e soprattutto in quella cenozoica successiva, furono innalzati e piegati da intensi moti orogenetici, i piegamenti andini furono accompagnati da potenti intrusioni soprattutto nelle cerniere delle pieghe, con intense azioni di mineralizzazione e anche da effusioni superficiali con estese coperture laviche che raggiunsero la loro massima estensione nel pliocene, ma soprattutto nel pleistocene. I fenomeni vulcanici e sismici, frequentissimi ancora ai nostri giorni, giustificano la definizione “cintura di fuoco pacifica”, attribuita al sistema andino. A questo appartengono numerosi vulcani, attivi e spenti: Il Chimborazo (6267 metri), il Colopaxi (5997 metri ), il Tupungato (6.800 metri), che rappresentano con l’Acconcagua (6959 metri), l’Illirmani (6682 metri), il Misti (582 metri), l’Huascaram (6768 metri), il Lliulaco (6723 metri), le cime più elevate della catena.

CLIMA:
Il clima delle Ande presenta aspetti diversi a seconda della latitudine e dell’altitudine, ci permette di distinguere tre zone: le Tierras Calientas (terre calde), fino a circa 1000 metri, le Tierras Templadas (terre temperate) fin verso i 2500 metri e le Tierras Frias (terre fredde) dai 2500 a 3200 metri. Riguardo ai versamenti, quelli pacifici ricevono maggiori quantità di precipitazioni di quelli orientali con un aumento della piovosità da nord a sud, il limite delle nevi persistenti varia con la latitudine, dai 4500-4800 metri delle aree tropicali sale ai 5000 metri nelle aree peruviane, attorno ai 5.500-6000 metri a 252 latitudine sud; si abbassa sui 4500-5000 metri a 35° latitudine sud, per poi scendere rapidamente fino ai 100 metri nella terra del fuoco.

VEGETAZIONE:
La vegetazione, pure essa diversa secondo la latitudine comprende la foresta tropicale e subtropicale (zone poco elevate dell’Ecuador e della Colombia con frequenti precipitazioni), cui seguono verso l’alto, le praterie con arbusti di piante xerofile e zone aride ove la vegetazione è estremamente ridotta. Dal perù alla terra del fuoco la vegetazione diventa più scarsa, con erbe nelle zone più aride, arbusti e boschi nelle zone più umide, in particolare nelle aree più vicine alla costa.

IDROGRAFIA:
Le Ande costituiscono lo spartiacque principale dell’America meridionale, i fiumi che si gettano nell’oceano Pacifico sono corti e rapidi, possenti e tortuosi tra i maggiori del mondo quelli che si gettano nell’oceano Atlantico. Tra i principali laghi ricordiamo il Buenos Aires e il Nahuel Huapi, i cui bacini furono scavati dai ghiacciai pleistocenici, il Titicaca e il Poopò di origine tettonica, numerosi i laghi salmastri, caratteristiche le Salinas vaste distese ricche di incrostazioni saline e parzialmente coperte dell’acqua.

ECONOMIA:
L’economia delle regioni andine è basata soprattutto sull’agricoltura, l’allevamento e l’estrazioni di minerali. La prima è praticata sugli altipiani e nel fondo valle, in particolar modo tra i 2000 e i 3000 metri di altitudine o dove è possibile l’irrigazione. Le colture principali sono quelle dei cereali, nei territori più settentrionali delle Ande sono presenti colture di caffè, cacao, canna da zucchero e cotone, dalle foreste tropicali vengono ricavati il caucciù e la chinchona. Le vaste praterie andine permettono inoltre l’intenso allevamento di bestiame; agli originari lama e alpaca si aggiungono le specie animali importate dagli europei (bovini, equini, ovini), fin dai tempi anteriori all’arrivo degli spagnoli furono sfruttate per la loro ricchezza di minerali, in particolare per l’oro ( Venezuela-Colombia, Perù,Ecuador), l’argento (America centrale), il rame, il piombo, lo stagno (Bolivia). È spesso per lo sfruttamento dei depositi di minerali che gli insediamenti umani si sono spinti fino a notevoli altezze.

COMUNICAZIONI:
Le Ande costituiscono sempre un notevole ostacolo alle comunicazioni, ma già in epoca Precolombiana gli Incas avevano stabilito un sistema stradale avvalendosi del lama per il trasporto delle merci. Gli spagnoli ne perfezionarono il tracciato introducendo come animali da trasporto il cavallo e il mulo, la rete stradale ha tuttavia ancora uno sviluppo assai limitato. Le linee ferroviarie, costruite per la maggior parte tra la fine del 19° e l’inizio del 20° secolo, superano spesso i 4000 metri di altezza, raggiungendo l’altezza massima di 4829 metri (galleria di galera sulla linea Lima-La oroya nel Perù), esse sono per lo più adibite al trasporto dei minerali, tra i passi più elevati ricordiamo quello della “Cumbre”(3842 metri) tra Santiago e Mendoza presso “L’Aconcagua”.

POPOLAZIONE:
La popolazione è composta prevalentemente da bianchi nelle zone temperate e da Amerindi in quelle tropicali e sugli altipiani, sulle Ande alcune grandi città si trovano ad altitudini notevoli: La Paz (3577 metri), Quito (2825 metri), Bogotà (2630 metri).

Patagonia

Regione (787.000 km quadrati) nel settore più meridionale suddivisa tra le quattro province argentine, di Rio Negro, Chubut, Santa Cruz, Neuquen e della regione cilena di Magallanes, costituita da un vasto tavolato che dal crinale delle ande declina verso l’oceano Atlantico attraversato da numerosi corsi d’acqua: Il Colorado che ne segna i confini settentrionali, il Rio Negro, il Chubut, il Deseado, il Chico. Numerosi i bacini lacustri il clima è per lo più secco e le temperature, moderate a Nord, assumono caratteristiche sub atlantiche procedendo verso Sud. Principali risorse economiche sono l’allevamento del bestiame, specialmente ovino, lo sfruttamento dei giacimenti di petrolio e di gas naturale, i centri provinciali, tutti sulla fascia costiera, sono Viedma, Rawson, Comodoro, Rivadavia, Santa Cruz Rio gallegos e Neuquen posta nell’interno. Talvolta col nome Patagonia viene designato tutto il settore dell’America meridionale a sud del trentottesimo parallelo, comprendendo quindi anche il versante pacifico delle Ande.

Terra del fuoco

Arcipelago (70.500 km quadrati), 20 mila abitanti, tra l’oceano Atlantico e l’oceano Pacifico , separato dal continente tramite lo stretto di Macellano, è costituito da un’isola maggiore (Ilha grande) e da numerose altre isole minori, tra cui Navarino, Hoste, Londonderry, Dawson, Clarence, Santa Ines e l’Isola degli stati. Prevalentemente montagnose le isole presentano allineamenti di rilievi, continuazione di quelli andini che culminano a 2.469 metri nel Cerro Yagan, e solo a nord e a Nord-est si aprono in vasti ripiani aperti. A causa della rigidità del clima, soltanto nelle zone più riparate esistono foreste e pascoli con possibilità di allevamenti bovino e ovino, ricca inoltre di giacimenti di petrolio, carbone, oro, importante la pesca. La maggiore estensione del territorio appartiene al Cile ed è inclusa nella regione di Magallanes, il settore orientale dell’isola grande e alcune isole minori costituiscono la provincia Argentina (21263 km 2°-5.000 abitanti.). Capoluogo Ushuaia, la popolazione è di origine spagnola salvo piccoli gruppi di indigeni fungini. L’arcipelago scoperto nel 1520 da Magellano, fu esplorato tra gli altri da Deake nel 1578 e da Lemaire nel 1616.

Puerto Montt

Città (121.000 abitanti) sulla costa dell’oceano pacifico, capoluogo della regione decima di Los Lagos. Porto commerciale, pesca,industrie conserviere, meccaniche, del legno e conciarie.

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